Formatori che succhiano il tuo sangue con la scusa dei “valori”

Se c’è una cosa che mi differenzia da altre persone appassionate dalla ricerca e dalla formazione vendita, è la forte allergia ed intolleranza  a tutti quei formatori cialtroni scappati da scuola che desiderano fare due cose:

La prima è ammorbare il mondo con le loro cazzate apprese chissà come.

La seconda è fare perdere tempo a me e ad altri venditori che devono guadagnarsi il pane in strada, con le loro castronerie.


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Diciamo chiaro e tondo che la scuola di pensiero politicamente corretta “da tutti si impara qualcosa” non mi appartiene.

Uno degli aspetti ridondanti che ho trovato negli anni in Italia è l’evergreen immancabile come il panettone a Natale, della “lista dei valori” di un venditore o di una squadra di venditori.

Non che ci sia nulla di male, per carità, anzi… fino a ché chi decide di tenere un “corso” al riguardo rientri in quella categoria di persone mediamente dotata di materia cerebrale, ad un livello superiore a quello della bavosa di mare o almeno dell’oloturia. (Sì, molte oloturie sono più brillanti della media dei formatori dello stivale…fatevene come me una ragione).

Visto che questa specie di persone nel campo della formazione italiana appare pericolosamente in via di estinzione, è molto facile vedere il sottoscritto con le vene nel collo che si gonfiano e lo sguardo omicida iniettato di sangue. Chi lo ha visto in diretta, sa che non sono bellissimo già di mio…ma in questo stato alterato sono ancora più inquietante.

Capitan Ovvio alla ricerca dei valori perduti

Come sopra si diceva, nella cerchia allargata degli scappati di casa che decidono di fare formazione (vendita per giunta!) appartengono tutte quelle anime candide provenienti da movimenti new age, per i quali una delle cose primarie per avere successo è scrivere la “carta dei valori”.

Io ho sempre saputo che per avere successo come venditore bisognasse avere un sistema eccellente per tornare a casa con clienti soddisfatti che abbiano scritto sulla riga tratteggiata staccandomi magari un assegno…ma ovviamente avrò preso un abbaglio io.

Volendo dare credito alla teoria dei valori, il problema sono le idiozie sparate a raffica da queste persone. Vediamole insieme.

Se siete mai stati come me vittima nella vostra carriera di qualcuno di questi rifugiati politici nel mondo della formazione, sarete stati sicuramente sottoposti ad una qualche sessione di “brainstorming”.

Per quei pochi fortunati che non sapessero di cosa sto parlando, il brainstorming è quella tecnica idiota per la quale un gruppo di persone dalle idee confuse, dovrebbe partorire qualcosa di intelligente attraverso la pratica del poter sparare stronzate in libertà una volta messi assieme in una stanza. Misteri della formazione moderna.

In questa sessione di “tempesta cervellotica”, il formatore o “facilitatore”, chiede di stendere una lista di valori che il gruppo reputa fondamentali, magari legati alla “mission” aziendale, ed infine di metterli in ordine di importanza. Ecco che il concentrato di demenza allo stato puro prende finalmente forma.

La carta (da culo) dei valori della rete vendita aziendale

Dopo aver speso una giornata in dotte considerazioni sui valori di qua e l’importanza di averli chiari di là, ecco che i poveri venditori che avrebbero altro da fare, se ne escono con quello che riescono a farsi venire in mente alla bell’e meglio con due soli scopi segreti:

  1. Dare un contentino al demente assunto dal capo per fargli quella formazione idiota e toglierselo dai coglioni
  2. Tornare finalmente a lavorare in strada per portare a casa la pagnotta
La carta dei valori colà assommata ha più o meno sempre una forma del genere:
  • Onestà
  • Trasparenza
  • Cortesia
  • Preparazione
  • Puntualità
Ho indovinato vero? Anche la vostra ha una forma simile? Ok, potete depositare i venti euro quando passate dal via per la mia opera di veggente.
Dopo che vi hanno fatto scrivere questa caterva di idiozie, avete cominciato a vendere di più? No vero? Ok, ora vi spiego perché.

I valori ovvi non sono valori che servono a vendere

Per farvela breve e semplice. Se dichiarate un valore ovvio, cioè che tutti approverebbero o meglio, che non troverebbe nessuno posizionato allo spettro opposto, state perdendo tempo e denaro (che potreste utilizzare meglio altrove).

Al fine di spiegarmi meglio e non essere frainteso: non è che l’onestà non sia importante. E’ che è scontata in quanto principio e qualità intrinseca per vendere. Non è e non può in alcun modo essere un valore che vi “caratterizza”. Anche perchè nessuno dei vostri competitor direbbe mai “No, per me è importante invece inchiappettare bellamente i clienti”.

C’è qualche competitor che secondo voi ha la “scortesia” come valore? No, e allora cortesia è inutile in quanto principio implicito e non valore. Idem per la puntualità (io, “arriveremo sempre tardi” come slogan di qualcuno, non l’ho mai sentito e via così).

Dichiarare queste corbellerie e peggio perdere pure tempo a metterle per iscritto, magari attaccandole alla parete del vostro ufficio, è una follia.

Sarebbe come per un corridore dichiarare che per lui il valore più importante è “la velocità” , per un sommozzatore “avere le bombole d’ossigeno” o per un pasticciere “la bontà e la dolcezza” della sue torte.

Se sulla carta sono ovvietà (mai sentito di un corridore che volesse essere lento), pagare un demente perchè mi aiuti a metterle per iscritto è pura follia.

Rendersi complice del momento di appannamento del proprio titolare, nell’aver assunto un tale ciarlatano (a tutti può capitare un attimo di distrazione), significa non voler bene a sé stessi, alla propria azienda e nemmeno ai propri cari, che avrebbero bisogno di saperci produttivi e non a perdere tempo dietro a queste seghe mentali.

Oggi mi sono dilungato già a sufficienza. In uno dei prossimi articoli tratteremo magari dell’importanza di saper decodificare realmente una scala valori utile e produttiva per aumentare i propri risultati.

Per oggi cominciamo invece a darci da fare nell’individuare i cialtroni che vogliono rubare il vostro tempo e magari il denaro del vostro titolare (che ha investito in buona fede e con lo scopo di aiutarvi).

Sapere cosa vi fa male e cominciare ad evitarlo, è già un passo molto importante.

Condividete e passate parola.

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