Qual è la Risposta Sbagliata che tritura le tue Vendite e i tuoi Guadagni

Banconote_triturateCome chiunque può confermare, quando si parla di business ci sono un sacco di incognite al quale un novello venditore o imprenditore va incontro.

In ordine sparso i venditori si pongono domande come:

  • Quali sono i miei clienti target?
  • Riuscirò a fare bene in questo settore?
  • Come supererò le obiezioni sul prezzo con questa crisi?

mentre magari gli imprenditori hanno oltre a questi ulteriori dubbi legati a

  • Come troverò buoni venditori?
  • I clienti capiranno la qualità dei nostri prodotti?
  • Dovrei assumere altro personale?
  • Quanto dovrei tenere come margine?
  • ecc…ecc…

Venditori e imprenditori hanno come vedi problemi comuni o comunque sovrapponibili, perché come ripeto sempre un’azienda non è altro che un sistema di vendita che si occupa anche di consegnare il prodotto/servizio e provvedere alle incombenze di logistica e amministrazione.

Nel nucleo però, i problemi sono assolutamente identici.

Prima di avventurarti oltre nell’approfondire le domande che hai letto sopra, che tu sia un venditore o un imprenditore è il caso di soffermarti sulla domanda chiave che devi porti :

“In che settore opero veramente?”

packshotSe mi segui da un po’ conosci bene il mio punto di vista sulla questione : “Ma il mio settore è differente”, e cioè che questa affermazione sia semplicemente una sciocchezza detta da chi non ha realmente idea di cosa stia facendo.

In realtà la risposta alla domanda di cui sopra non è immediata come potrebbe sembrare.

Charles Haskell Revson, il fondatore della nota azienda di cosmesi Revlon, era solito dire al riguardo:

“Nelle fabbriche realizziamo cosmetici, ma nei negozi vendiamo speranza”

Dietro questa affermazione così semplice si nasconde il principio fondamentale che guida ogni vendita sul pianeta terra.

La stragrande maggioranza degli imprenditori è innamorata a livello ossessivo del proprio prodotto o dalla propria tecnologia e perde completamente di vista cosa i propri clienti stiano realmente comprando.

Stessa cosa per i venditori, impegnati a declamare con grande passione la bontà qualitativa dei propri prodotti rispetto alla concorrenza e snocciolare a memoria tutte le caratteristiche, i vantaggi e benefici ecc…ecc…

La realtà è una sola :

Tutti i business, anche quelli dove si vendono prodotti tangibili,
stanno in realtà vendendo sul piano intangibile

Lo sai che odio andare nel tecnico e diventare barboso con spiegazioni che sembrano delle supercazzole, ma su questo punto è necessario soffermarsi, anche perché ti sto svelando un punto importante del corso Venditore Vincente.

Detto in termini più semplici, il settore nel quale lavori non ha nulla a che vedere con il prodotto o il servizio che vendi. Invece ha a che vedere con l’emozione precisa che il tuo prodotto o servizio scatena nel cliente che quindi decide di acquistarlo.

La citazione di Revson, fa capire come lui avesse compreso perfettamente questo meccanismo e quindi avesse chiaro in maniera lampante cosa gli faceva conquistare clienti e tenerli legati.

Le persone non comprano profumi o in generale prodotti di bellezza.
Le persone comprano la speranza di essere desiderate.

Cosa vogliono realmente le donne in 3 facili punti

Ok ho mentito, lo ammetto.

Non ho la più pallida idea di cosa vogliano realmente le donne quando si tratta di relazioni personali, però posso farmi perdonare.

Posso dirti cosa vogliono i clienti, che per qualcuno che vuole fare il venditore o l’imprenditore tutto sommato non è nemmeno una informazione da buttare via, no?

Facciamo una rapida carrellata :

  • Le persone vogliono fortemente stare meglio e in generale “far andare meglio le cose”.

Non sono affatto disposte a lavorare duro per questo obiettivo al di là di quello che dicono (almeno la maggioranza di loro), ma il desiderio è sempre lì che scoppietta fiammeggiante sotto le ceneri.

Ora chiediti esattamente come il tuo prodotto o servizio possano far sentire meglio le persone o far sì che le cose vadano meglio per loro.

Prendi l’esempio della Revlon di cui sopra. Non me ne frega niente delle solite scemenze e tiritere sui vantaggi e benefici del prodotto.

Non mi interessa se posso usare il profumo sia di giorno che di sera, se la fragranza è l’unica al ciclamino prematurato, se lo producete con essenze coltivate in Nepal o se non tinge i vestiti. Ci sei?

Bene, perchè questo atteggiamento è esattamente la mania ossessiva che prende tutti i venditori e peggio ancora gli imprenditori, nell’essere dei fanatici del proprio prodotto e dei propri sistemi produttivi, perdendo di focus sul cosa la gente compri veramente.

  • Le persone sono facilmente stimolate dall’ottimismo e comprano se sai come trasmetterlo

Puoi stimolare le persone sia con il pessimismo che con l’ottimismo. Stimoli le persone con il pessimismo ad esempio quando animi una conversazione con sentimenti negativi, come parlare delle malefatte del governo con gli amici.

Il pessimismo ha però un limite, anima le discussioni ma mette le persone in una condizione mentale negativa e le allontana da qualunque tipo di acquisto. E’ magari quello che fai quando in buona fede cerchi di “creare relazione” con il cliente parlando delle cose che vanno male, come la crisi, il governo, l’economia ecc…ecc…

Magari crei anche una certa affinità superficiale ma stai tagliando le gomme alle tue chance di vendergli qualcosa.

Nel mezzo trovi invece stimolare il cliente con la noia. Quando te la meni con quanto è bello il tuo prodotto, quanto ce l’avete solo voi o quanto sia straordinaria la tecnologia dietro a ciò che vendi, stai facendo esattamente questo.

Non è molto distante dal ragazzo che prova a conquistare una ragazza declamando per tutta la sera di essere bello, intelligente, ricco e di avere una marea di altre qualità inarrivabili che solo lui ha rispetto a tutti gli altri… non proprio il massimo dell’efficacia di solito.

Oppure c’è la capacità di stimolare le persone con l’ottimismo e cioè di avere chance di raggiungere in un modo o nell’altro uno stato emotivo desiderato nel presente o nel futuro.

Ti svelo una cosa “fine” già che ci siamo. Anche chi apparentemente fa “terrorismo” preannunciando future catastrofi economiche per invogliare le persone magari a fare scorta di acqua e cibo o acquistare metalli preziosi fisici come riserva di denaro non sta lavorando come potresti credere sul pessimismo.

Sta usano una leva legata al timore molto forte (quello di perdere tutto e/o di ritrovarsi senza cibo nè generi di prima necessità nel momento del bisogno) ma in realtà vende ottimismo.

Ottimismo legato al fatto che sapendosi attrezzare al meglio, si sapranno superare i momenti più duri di una eventuale crisi catastrofica e ci si posizionerà nel modo migliore per “ripartire” una volta che il peggio sarà passato. Ci sei? Ottimo.

  • Le persone investono in speranza, ogni volta che gli è possibile a prescindere dall’esito dei loro investimenti precedenti nello stesso ambito.

Le persone aprono nuove aziende, frequentano nuovi culti e chiese, aderiscono a strutture di multi level marketing, giocano d’azzardo, cambiano città o nazione, cambiano partner, si mettono a dieta basandosi sempre sulla speranza di diventare più ricchi, più felici, più magri, più belli, più in salute, fare più carriera ecc…

E non è importante quante volte siano stati “fregati” o abbiano fallito in quelle esperienze. Continueranno a cambiare e probabilmente a prendere fregature in maniera compulsiva perchè la speranza che “Questa volta sarà diverso” è uno dei motori più potenti dell’animo umano.

charlie brownHai presente nei Peanuts, i fumetti di Snoopy per intenderci, le scenette ricorrenti dove Lucy promette di non togliere la palla da football a Charlie Brown e lui ci crede, e alla fine lei gliela toglie sempre e lui cade al suolo rovinosamente?

Ecco, le persone, per quanto si siano scottate e si siano ripromesse di “non caderci mai più”, in realtà sono un po’ tutte Charlie Brown. Ci riprovano comunque perchè come ho detto, la speranza se saputa lavorare bene, prevale sempre sulla diffidenza.

Bene, ora che sai cosa vogliono realmente le persone, hai un enorme vantaggio competitivo su tutti i tuoi concorrenti che continuano a menare il torrone con qualità, servizio e cortesia e che raccontano con passione tutti i vantaggi e benefici del loro prodotto.

Se invece che leggere e basta questo articolo cominci a lavorare su quanto ti ho appena detto, puoi finalmente mettere a fuoco cosa i tuoi clienti realmente cerchino, desiderino e ciò di cui effettivamente hanno bisogno.

Quando anche tu capisci che le persone non comprano profumi ma speranza di essere attraenti e non comprano trapani precisi e potenti ma solo la capacità di fare buchi nel muro facilmente mentre si sentono gli eroi di casa, allora puoi applicare tutto questo al modo in cui proponi ciò che vendi.

In modo particolare puoi applicare queste cose al modo nel quale fai marketing per i tuoi prodotti, che ci svela quindi la risposta alla domanda iniziale…

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Acquisire Clienti è il VERO settore nel quale operi

Quando da produttore (nel caso dell’imprenditore) o “spiegatore di prodotti” (nel caso del venditore) passi alla modalità di “acquisitore clienti”, stai realizzando la possibilità di vedere i tuoi guadagni schizzare verso l’alto.

Acquisire clienti significa innanzitutto conoscere il linguaggio del marketing, in particolare del Marketing a Risposta Diretta cioè del comunicare in maniera efficace a un target di clienti ben definito.

Se non fai questo salto mentale, rimarrai sempre un imprenditore che rompe le palle a tutti su quanto sia bella la sua azienda, quanto sia innovativo il suo sistema produttivo e quanto siano di qualità i suoi prodotti.

Se lo fai da venditore, e non padroneggi il Marketing a Risposta Diretta come competenza fondamentale, sarai costretto tutta la vita a

  • fare telefonate a freddo
  • suonare campanelli
  • bussare porte
  • e recitare il tuo teatrino magnificando i tuoi prodotti davanti ai clienti

sperando che qualcuno compri.

Ma il vero salto lo fai quando da agente di assicurazioni, diventi un marketer esperto nel campo assicurativo.

Quando da venditore di profumi diventi un marketer nel campo delle fragranze o quando da venditore di detergenti diventi un marketer nel campo della detergenza o ancora quando da chiropratico diventi un marketer nel campo della chiropratica, allora e solo allora i tuoi guadagni cresceranno esponenzialmente.

Te la dico nella maniera più semplice possibile. Gli imprenditori hanno come focus principale nella loro testa quello di dover produrre prodotti e servizi “di qualità”.

I venditori mediocri dal canto loro, hanno la convinzione di dover essere preparati sul prodotto o servizio che propongono in modo da :

  • Saperlo spiegare bene e con professionalità
  • Saper rispondere alle domande del cliente

Entrambi commettono a modo loro il medesimo errore di visione che uccide le loro chance di guadagno.

Nessuno di loro si sente realmente responsabile di acquisire i clienti.

L’imprenditore si sente “ok” quando ha creato il prodotto di qualità. Il venditore mediocre sente di aver fatto il suo dovere quando ha spiegato con motivazione e dovizia di particolari il suo prodotto e ha saputo rispondere con professionalità a ogni dubbio o domanda del cliente.

Da lì in avanti, al di là di qualche timido tentativo, poi intimamente credono che sia il cliente a dover “prendere la decisione finale”. Vedono cioè il fatto di convincere effettivamente il cliente a comprare un “male necessario” del quale farebbero volentieri a meno.

Ed è proprio in quel momento che perdono il grosso degli affari e la prendono in quel posto.

In sintesi: l’imprenditore mediocre si focalizza sul “produrre”, mentre il venditore mediocre si focalizza sullo “spiegare”.

Per assurdo nessuno dei due si focalizza realmente sui sistemi per acquisire clienti e quindi vendere.

I professionisti nei vari settori stessa cosa. Un massaggiatore, un dietologo, un commercialista, un avvocato si percepiscono come coloro che “fanno” le cose per cui sono preparati, e vedono il fare marketing e vendere come una cosa a loro estranea o un male necessario.

Apparentemente sembra un controsenso ma se ci pensi un attimo ti accorgi che é esattamente come ti ho detto.

Chi si percepisce come un marketer invece e quindi come un venditore realmente professionista e completo, vede l’acquisizione dei clienti e la chiusura dei contratti come il proprio ruolo fondamentale.

Chi è realmente capace di comprendere il linguaggio del Marketing a Risposta Diretta (trovi qui un videocorso gratuito di oltre 2 ore sull’argomento) e quindi è in grado di acquisire clienti ha estremamente più valore di un venditore mediocre così come di un imprenditore focalizzato solo sul produrre e sulla presunta qualità dei suoi prodotti/servizi, come se il creare un sistema di vendita non fosse compito suo.

Lo so che è dura da mandar giù, perchè l’imprenditore medio non vede come sua responsabilità il vendere. Lui già ha mille cose per la testa, già ha creato un prodotto che “se solo lo provasse la gente lo vorrebbe”… quello che gli serve è solo un venditore non completamente idiota che vada in giro a parlarne ai clienti che vogliono ascoltarlo.

Dall’altra parte i venditori mediocri hanno lo stesso problema. Sono dei “riciclati” nella vendita ma non lo fanno per vocazione.

Se trovassero un posto fisso senza troppi problemi a 1500€ al mese più ferie pagate e tredicesima lascerebbero tutti domattina.

Quindi più che essere cortese e preparato nel dare tutte le “spiegazioni” sul prodotto non capiscono proprio cosa dovrebbero fare.

Io so che tu che leggi questo blog non fai parte di questo tipo di persone, ma devi anche stare attento perché se non acquisisci nuove competenze e non cresci, presto comincerai almeno ad “assomigliare” a queste persone (che ogni anno per inciso “muoiono” come mosche… siamo a 400.000 P.iva in meno in Italia… un ecatombe).

Se non vuoi far parte di quella schiera infinita di venditori, professionisti e imprenditori che “molla” o che viene travolto dai cambiamenti di mercato, devi aggiornarti e padroneggiare le competenze fondamentali per rimanere in gioco nei prossimi anni che saranno sempre più difficili.

Cosa fare se vendi a chi deve rivendere a sua volta (e sei la categoria più a RISCHIO di tutte!)

C’è una tipologia precisa di venditori che lavora con le imprese. Solitamente è un venditore che lavora per un produttore o un grossista e rifornisce le attività che dovranno poi rivendere al dettaglio.

Questi venditori sono tra tutti la categoria più a rischio oggi e spesso più in difficoltà per un motivo molto semplice: non vendono se a loro volta i loro clienti non sono in grado di rivendere al cliente finale.

Quindi se sei in questa posizione hai una responsabilità che ti grava sulle spalle ancora maggiore rispetto a chi interagisce direttamente col privato o comunque con l’utente finale.

Essere bravo a vendere e basta nella maniera tradizionale soprattutto per questa categoria non è sufficiente perchè puoi anche avere successo al “primo giro”, ma se i magazzini del tuo cliente rimangono pieni, la volta successiva non vendi più un cavolo e la giostra smette di girare per tutti.

A maggior ragione se ti trovi in questa posizione, devi cambiare prospettiva radicalmente o sei fuori dai giochi in poco tempo.

Non devi più essere “quello che va a fare rifornimento ai dettaglianti e gli chiede cosa hanno finito e cosa gli serve”, ma devi trasformarti nel consulente o partner (dilla come ti piace di più) che aiuta i suoi clienti ad acquisire clienti a loro volta per far scorrere la catena del business.

C’è un’ eccezione a questo modello che comprende chi ha a che fare con i privati: gli agenti immobiliari. Un agente immobiliare può prendere centinaia di “incarichi” (cioè di case in vendita) da proporre, ma se sa solo mettere gli annunci sui soliti portali iper-inflazionati e distribuire volantini, quelle case gli rimangono sul groppone.

E’ finita l’età dell’oro dove qualunque cosa si vendeva da sola e intorno al mattone potevano lavorare anche gli imbecilli. Oggi o sei un agente immobiliare esperto di vendita e in primis di marketing a risposta diretta per proporre le case che hai preso “in portafoglio”, o puoi chiudere la serranda che fai prima. “Alla vecchia” non funziona più.

O te la prendi tu questa responsabilità oggi di aggiornarti, e quindi hai un’opportunità enorme di spaccare le ossa alla concorrenza, oppure rimani al palo e rischi di essere masticato e sputato fuori dal mercato intanto che speri “nella ripresa”.

Detto in termini più semplici, devi diventare un esperto di Marketing a Risposta Diretta e portare le tue strategie ai clienti per aiutarli a loro volta a vendere di più.

Solo in questo modo diventerai un vero partner insostituibile che la tua clientela non vorrà mai abbandonare né tradire in nessun caso.

Se sei intenzionato a rivoluzionare la tua carriera, trovi qui 2 ore di videocorso GRATIS di Ermes Giordani, un vero esperto sull’argomento che proviene dalla mia stessa scuola di marketing e ha la mia più totale fiducia.

Ti guardi i suoi video così facciamo prima e non devo scriverti io venti articoli per spiegarti i medesimi concetti.

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Il modo in cui ti vedi determina direttamente i tuoi risultati

C’è una cosa che bisogna che ti ficchi in testa e serve che tu lo faccia il più velocemente possibile:

L’atteggiamento, la visione o la definizione che dai della tua attività
ha un enorme impatto sul modo nel quale focalizzi le energie.

Se sei un imprenditore e pensi di essere nel campo della produzione (di qualunque prodotto o servizio) ti focalizzerai in azienda sul lavoro da “super-tecnico della produzione” e penserai all’acquisizione clienti “se ti rimane tempo”.

Questo per arrivare a scoprire un bel giorno che le cose delle quali sei sempre andato fiero, cioè arrivare per primo in azienda al mattino, andare via per ultimo e avere sempre le mani nella malta e sporche di grasso, ti hanno comunque portato sull’orlo del fallimento.

Lo so che ti piace l’idea dell’eroe romantico, di quello che è venuto su con la cazzuola in mano, senza paura di sporcarsi le mani e in prima linea a dare l’esempio ma ho una brutta notizia:

Vecchio, non siam più negli anni ’70! Te ne sei accorto?

Se continui a stare rintanato in officina credendo di “avere un’azienda di produzione” perché “se non ci sei tu le cose non girano!”, hai dei problemi enormi.

Perché ogni azienda in realtà come ti ho già detto più volte, opera in un settore solo che è quello dell’acquisizione clienti. Fine. Se non hai pensato l’azienda come una macchina che produce clienti ma pensi sul serio che il tuo business sia quello di creare bicchieri di qualità, allora bello mio sei bello che andato.

Il mercato ti spazzerà via come la capanna di paglia dei tre porcellini al primo soffio di vento, e no, ho un’altra brutta notizia per te, tua nipote che hai messo “al marketing” perché “si è laureata in marketing a pieni voti”, non ha la minima idea di che cazzo sta facendo…così ci siamo tolti anche sto dente oggi.

I laureati in marketing soprattutto nelle pietose università italiane che sono distantissime dal mondo del lavoro, NON CAPISCONO UN CAZZO di marketing, soprattutto di Marketing a Risposta Diretta :)

Gli esperti veri di Marketing a Risposta Diretta in Italia, oltre ai ragazzi del mio staff, li conosco per nome uno per uno e no, purtroppo tua nipote non é nella mia lista.

E’ più chiaro così o serve che faccio i disegnini? Spero di no.

Lo stesso discorso vale se sei un venditore. Il problema del come ti definisci è enorme anche in questo caso.

Sento una marea di persone usare i nomi più assurdi là fuori pur di non dire “Sono un Venditore”

Tra i più usati:

  • Faccio il commerciale (come no …, fai addirittura un settore tutto da solo, sei uno che conta!)
  • Faccio l’account (sì, prima ti do l’account e poi alla fine facciamo tutto un salding…)
  • Faccio l’informatore commerciale ( ah, quindi sei una spia aziendale praticamente…)
  • Faccio l’impiegato commerciale (avanti popolo! alla riscossa…ecc…ecc…)

In ognuno degli esempi di cui sopra ci sono sempre e comunque due errori gravi:

Il primo è che se dici “Faccio” invece che “Sono” significa che dentro di te vivi incoerenza tra il tuo lavoro e quello che senti. Io non “faccio” l’esperto di vendita. Sono l’esperto di vendita.

Un medico difficilmente dice “Faccio il medico chirurgo“, ma più probabilmente “Sono un chirurgo” ecc…ecc…

Il secondo errore é che il linguaggio ha la sua importanza. Se vuoi acquisire clienti e vendere, con la giusta mentalità e il giusto atteggiamento allora non devi chiamarti in modi idioti o peggio vergognarti della tua professione.

Sono un Venditore” (con la V maiuscola) è l’unica frase che devi usare quando ti presenti. Qualunque altra definizione darai di te stesso ti porterà lontano dal giusto focus in termini di comportamenti e quindi di risultati.

A casa mia se dici “account” nessuno ti capisce. E se pensi che faccia “figo” lasciati dire che invece fa solo idiota. Stessa cosa per tutte le altre storpiature di cui sopra pur di scappare dal termine corretto che è Venditore.

Rifiuta ciò che sei, e i tuoi risultati si allontaneranno da te. Abbraccia il tuo ruolo e se lo interpreterai nella maniera corretta, il tuo ruolo si prenderà cura di te. E’ così semplice.

Il Venditore Vincente è il professionista del futuro in ogni settore

Parliamoci chiaro, non sto dicendo che le competenze tecniche non siano importanti, sia per il venditore “puro” che per l’imprenditore.

Pare ovvio che le competenze tecniche per la realizzazione e la consegna di un prodotto/servizio siano importanti per un imprenditore, così come le competenze tecniche per riuscire a spiegare al meglio in caso di necessità quello stesso prodotto da parte di un bravo venditore.

Non sto dicendo “Fate e vendete merda basta che siate bravi ad appioppare!

Non sono di quella scuola e non lo sarò mai, tranquillo…anzi adoro i maniaci perfezionisti perché io stesso lo sono e spesso faccio molta fatica a trattenermi.

Sto dicendo solo la verità per aiutarti a capire il concetto in modo lampante: le competenze tecniche sono meno importanti rispetto alle competenze commerciali quando si parla di ottenere risultati.

La capacità di produrre un ottimo bicchiere, è meno importante della capacità di fare marketing per quel bicchiere e di venderlo. La roba non si vende da sola per magia solo perché è “di qualità” e la vendi “al giusto prezzo”.

Ficcatelo in testa una buona volta sennò lo capirai quando quelli di Equitalia o chi per loro verranno a mettere i sigilli al capannone.

Altra cosa importante: è infinitamente più facile apprendere e delegare le competenze tecniche di produzione che le competenze di marketing, praticamente in ogni business. Perché là fuori è pieno di gente che sa produrre qualcosa o può imparare a farlo mentre pochissimi hanno la possibilità, la voglia e la vocazione per diventare esperti di marketing e acquisizione clienti.

Soprattutto i primi sono tanti e li puoi assumere per poco, i secondi sono rarissimi e i loro servizi costano un botto.

Steve Jobs, visto che tutti lo citate di continuo a sproposito lo cito pure io per una ragione sensata, non era un genio dell’informatica. Aveva sicuramente visioni innovative e gusto nell’assemblare le cose in modo che fossero belle e user friendly…ma era essenzialmente un esperto di marketing.

Lo ripeto: Steve Jobs era un genio del marketing perché conosceva cosa desiderava l’animo umano di uno specifico target quando si parla di tecnologia : “Avere cose stilose, che facciano sentire chi le usa figo, diverso dalla massa e invidiato”. Stop.

Se non ci arrivi, ti assicuro che avrai dei problemi belli grossi da qui a poco, tu con il tuo capannone in Eternit che produce bicchieri e pure tu con il tuo catalogo pieno di bellissimi prodotti da sfogliare in faccia ai clienti sperando che ti prendano qualcosa.

Un vero Venditore Vincente è ossessionato dal saper vendere di più, senza limitarsi a un unico tipo di settore o categoria merceologica.

Abbiamo un grande interesse nella vendita, ma anche nel copywriting, nel branding e nel marketing a risposta diretta che altre persone non hanno e soprattutto non coltivano.

Siamo affascinati da tutto ciò che riguarda il vendere e pensiamo alle meccaniche usate per vendere di più tutto il tempo.

Se siamo davanti a un locale o a un’azienda, come prima cosa guardiamo il brand, la forma del logo e il nome per vedere se almeno si capisce cosa faccia quell’azienda senza doverlo chiedere entrando nel capannone.

Se siamo in un ristorante, facciamo caso a che tipo di comunicazione è presente sulla tavola, al copywriting del menù, se il cameriere ci fa upselling o se chiede solo pigramente “cosa desideriamo” e se ci chiedono nome e indirizzo e-mail o no per coltivarci mandandoci offerte e promozioni.

Siamo sempre all’erta per individuare idee che possiamo usare in un modo o nell’altro e siamo affamati di miglioramento delle nostre competenze.

Da ultimo, tutti i più grandi (e ricchi) imprenditori del mondo, sono innanzitutto dei grandi venditori. Steve Jobs lo era, Bill Gates lo è, Donald Trump lo è, Richard Branson e potremmo andare avanti all’infinito sono tutti personaggi con una spiccatissima sensibilità per il marketing e altissima capacità di vendita.

Se parliamo anche all’interno delle aziende, è vero che gli stipendi di molti top manager di grandi multinazionali sono gonfiati artificialmente e superano i guadagni dei venditori migliori, ma fuori da quell’ambiente “manipolato”, in ogni azienda i migliori venditori guadagnano di più di qualunque intermedio, impiegato, presunto manager o operaio.

Quindi il mio consiglio spassionato di oggi è quello di aumentare le tue competenze per acquisire clienti con maggior efficacia. Dedica un paio d’ore allo studio di questo video e vedrai che ne rimarrai non solo colpito ma acquisirai conoscenze che pochissimi venditori e imprenditori in Italia hanno.

Questa è l’unica vera risposta ai momenti di contrazione economica dove le abilità che hanno in pochi sono ancora più preziose.

Alla prossima e come sempre…

Rock ‘n Roll!

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