Vendere Cazzi di gomma, saltare da un Aereo e altre Storie da Venditore Vincente…

orgasmo_vibraCos’è l’impossibile? Per Cassius Clay aka Muhammad Alì, considerato da molti il più grande pugile di tutti i tempi, “impossibile” è solo un concetto, una parola, un’idea che deve essere eliminata per poter raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati.

Ogni settimana nel gruppo di discussione Venditore Vincente su Facebook, studenti dei miei corsi condividono le loro imprese con gli altri membri.

A volte sono solo bei successi, a volte sono storie che fanno ridere, a volte storie che commuovono, altre volte sono i resoconti di imprese che sembravano impossibili e poi non lo sono più.

Oggi ti propongo alcuni estratti recenti dal nostro gruppo. Esperienze che ho trovato molto significative e che vale la pena condividere con tutti i lettori del blog che magari non hanno tempo di seguire quotidianamente le vorticose discussioni del gruppo.

 

OscarOscar Bellandi è il titolare di Bellandi Nautica, appioppatore professionista di barche a ricconi russi e tedeschi, ma anche a qualche italiano se cortese e vero intenditore di barche. Il suo sito è  http://www.nauticabellandi.com/it. Inoltre è così appassionato d’acqua che viene ai corsi in moto anche quando piove.

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Tutto il corso Venditore Vincente in 10 minuti

Ieri mi trovavo in uno dei miei negozi a distribuzione automatica per dare delle direttive a una mia collaboratrice. Il negozio ovviamente non ha commessi, ero nella “stanza dei bottoni” a fare altro.

Entra un ragazzo e chiede il mio aiuto. Io mentre mangiavo un’albicocca (nota di direzione: stavo per andare in palestra) gli faccio due o tre domande (budget, esigenze particolari, che prodotto ha acquistato prima, come si è trovato).

Gli do qualche manganellata sul pain e gli sottolineo la garanzia sulla sostituzione qualora ci ripensasse senza alcun motivo particolare.

Senza rendermene conto aggiungo:
“Però c’è un problema… questo prodotto, che fa al tuo caso, costa 3 volte il budget che ti eri prefissato. Devi scegliere tu che tipo di serata avevi in mente e quanto vuoi sorprendere la tua donna.”

Lo saluto e mi allontano. Doveva comunque fare l’operazione tramite il macchinario quindi lo lascio solo.

Tempo 30 secondi mi richiama e dice: “Ho scelto, compro quello da 150 euro”.

Solo quando è andato via mi rendo conto di aver applicato in maniera condensatissima tutto il treno della trattativa, letto e studiato mille volte.

La ripetizione rende i gesti automatici e anche senza pensarci fai le azioni giuste se hai installato il software nel tuo cervello.

Come ho detto però nell’headline, ho affrontato TUTTO il corso VV.

Oggi infatti mi richiama al telefono e mi dice: “sai, ho parlato con la mia ragazza e non è affatto d’accordo sul prodotto, è troppo ‘importante’. Ieri chiacchierando con te mi sono fatto prendere la mano, mi sembrava figo.
Ci possiamo vedere così lo cambio?”

Morale della favola: puoi fare la trattativa più efficace del mondo ma se mancano gli attori giusti può essere tutto inutile.

In conclusione…ottima lezione. E mi sono divertito.

PS: per chi non sa che tipo di negozio ho, il ragazzo ha acquistato un vibratore. Con Venditore Vincente si vendono anche i cazzi di gomma!

David CampomaggioreDavid Campomaggiore è un imprenditore seriale, fondatore di Sgomma Service , FunFactoryH24 e Compro Oro Golden Island. Ovviamente non c’è bisogno che ti dica quale sia il suo business più divertente. Si dice che la sua vera attività sia vendere i suoi occhiali usati a Elton John, il noto cantante, disposto a spendere follie per le montature all’avanguardia di David.

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L’anziano samurai delle vendite

Mi piace la figura del venditore epico, leggendario, una sorta di samurai delle vendite.

Quello con una fiducia incrollabile nelle proprie capacità affabulatorie; quello che ignora i cartelli che gli imprenditori piazzano sui cancelli delle loro aziende per dissuaderli dal varcare quella soglia; quello che “io posso vendere qualunque cosa”; quello che “io posso vendere qualunque cosa a chiunque” …

E mi diverte postare racconti (tratti dalla mia esperienza di venditore di lungo corso) che alimentino questo mito, questa visione eroica del mestiere di venditore. Ma io me lo posso permettere, perché un tempo era davvero così.

Quando ho cominciato a vendere io non c’erano i cellulari, internet, il navigatore satellitare, la mail… Giravo paese per paese con il tutto-città, e le pagine gialle e davvero puntavo i campanili per non perdermi nelle nebbie del pavese…

Ma oggi, nel 2014, nell’era dei social network e degli smartphone sempre connessi, ha ancora senso lavorare in questo modo? Ha senso girare paese per paese perlustrando il territorio come un indiano Apache in cerca di tracce della possibile preda?

Vi rispondo con un dato di questo bimestre (giugno/luglio) appena conclusosi:

  • TOTALE CONTRATTI FATTI: 32
  • Clienti da porta a porta: 0
  • Clienti da tele-marketing: 0
  • Clienti da passaparola: 2
  • Clienti da conoscenze personali: 6
  • Clienti da Blog/Social/Presenza Online: 24

Nonostante questo continuerò a scrivere e a raccontare come si vendeva un tempo, e degli eroi che erano i venditori di allora, chiamati ad aprire zone e a creare mercati.

Ma vendere oggi come si faceva 25 anni fa sarebbe anacronistico e anche un po’ sciocco. Sì, certo, ogni tanto mi diverto a cacciare il naso a freddo dentro qualche attività, ma non è più la regola, non è più il mio sistema.

Ogni tanto qualcuno mi chiama e inevitabilmente si finisce a parlare di Venditore Vincente, è successo anche stamattina… La mia risposta è sempre la stessa: vendevo tanto prima di Frank, ma con molta più fatica ed ero a rischio estinzione. Oggi, grazie a Venditore Vincente, vendo più di allora e il futuro non mi fa più paura!

MarucciMassimo Marucci è probabilmente il più famoso venditore di telefonia d’Italia, grazie alla sua simpatia e alla sua capacità di usare i social media e il suo blog come nessun altro nel suo settore. Questo nonostante sia ormai anziano e oltre agli acciacchi dell’età ,venda per quella cariatide chiamata TIM. Può essere contattato QUI per una consulenza sulla telefonia business. Se parlate forte e possibilmente in dialetto milanese è meglio perchè è anche un po’ sordo e parla male l’italiano.

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Serramenti, Web marketing e Tavernello

Sinceramente questa sera non avevo in programma di scrivere questo pippozzo, ma visto che ho registrato un lungo screencast e ci vorrà circa mezzoretta per il rendering, ho pensato di rispondere all’ennesima email ricevuta poco fa; una volta per tutte, intanto che il mac lavora in background.

Non perchè non mi faccia piacere rispondere ad ogni singola email anzi….ma dato che per rispondere si “investe” del tempo, lo scrivo qui cosi magari se stavi pensando di farmi la domanda hai già la risposta.

L’ultima email ricevuta, recita così:

——————————-
Alessandro, ma SECONDO TE vale la pena seguire il corso VV? cioè io faccio xxxxx e ho il problema di xxxxx, SECONDO TE mi conviene investire? certo, chiederlo a te che sei nel gruppo non ha senso, comunque mi interessava la tua opinione.
——————————-

Ora, ma se sono di parte (ammesso che lo sia), che cacchio me lo chiedi a fare se già parti con l’idea che la mia risposta non ti sarà di aiuto? Non facevi prima a non scrivermi?

A parte questo mio pensiero, ho deciso di raccontarti la mia esperienza di Venditore Vincente in modo completo, una volta, per non farlo più;

Quindi, se non ti interessa la mia opinione, come è giusto che sia, smettila di leggere questo pippozzo e vai a berti una birretta che ti divertirai di più.

Sei ancora qui? azzi tua….però, se vuoi continuare a leggere, fallo SOLO ad una condizione: sganciami per un attimo dal fatto che collaboro in alcune cose con Frank e il suo gruppo, e leggi quello che scrivo come individuo che ha un’Azienda propria, e che affronta ogni giorno tutti i normali problemi lavorativi della gente normale.

Passo indietro: circa 15 Kg fa, precisamente nel 1994, Alessandro Vignolo inizia la sua esperienza di venditore come carne da cannone mollando la scrivania di Geometra con gli occhialini tondi, la squadra e i viaggi al catasto comunale; all’epoca, il geometra era considerato “il lavoro sicuro”….bello, precisino, 8-12/14-18 + Lun-Ven + 15 gg natale + 15 gg agosto + patrono + 13* + scatto di anzianità dopo il 15* anno.

Questo (e non c’è nulla di male) era (ed è tutt’oggi) considerato il Top del perfetto genero. Se a questo ci aggiungevi la passione per la pesca e per il calcio, avevi la donna in sposa già al secondo giorno.

Ma c’era un problema: io volevo VENDERE. Non sapevo cosa, non sapevo dove, non sapevo per chi, ma all’interno dell’ufficio mi sentivo morire dentro.

Nel ’94 non c’era il web come lo intendo adesso, quindi, preso dall’entusiasmo, arrivai a casa e dissi:

“Mi sono licenziato: da domani io vado a vendere, faccio il rappresentante”.

Nelle successive 6 ore successe tutto questo (non in ordine cronologico, quello non lo ricordo):

* Mamma in lacrime sul bordo del caminetto
* Padre con le mani nei capelli che teneva mia madre facendoli le coccole come se fossi stato ucciso in missione a Langley, sede della CIA
* parenti che telefonavano per sapere qualcosa di più su questo disastro

Praticamente non mi ero reso conto di avere distrutto il mondo che mi circondava; mancavano solo le campane da morto e il gioco era fatto.

Nei 2 anni successivi inanellai una serie di “sconfitte sul campo” nelle più disparate avventure di vendita, essenzialmente vendendo:

* assicurazioni
* piani previdenziali
* mobili
* pezzi di meccanica
* idropulitrici
* viaggi

Un soldato al fronte: le uniche armi che mi davano tutti i guru erano essenzialmente 3:

1) il Gessato su misure con le scarpe di vernice
2) Il Motorola Startac
3) la MontBlanc

Senza solo uno di questi 3 componenti, la vendita era considerata impossibile. Nel ramo “finanziario” la MontBlanc era considerata “l’arma vincente”.

Ora, con un passato da geometra, senza esperienza, ti puoi immaginare da solo quali COLOSSALI figure di merda facevo in giro verso quei poveri clienti che per la maggior parte delle volte si trasformavano in vittime del mio entusiasmo.

E ad ogni cambio di “rappresentanza”, ecco il parco clienti, la “Lead Generation” dell’epoca partiva sempre dallo stesso punto:

La famosissima lista di amici e parenti…quindi, nell’ordine, mi vedevano arrivare a distanza di 3 o 4 mesi, prima con l’assicurazione, poi con il piano previdenziale, poi con i mobili della sala….

Insomma, nel giro di 2 anni le persone quando mi vedevano arrivare col gessato ormai sgualcito si toccavano i coglioni e si lanciavano giù dai balconi; alcuni si facevano atti di nonnismo da soli piuttosto di farmi entrare dal cancello; per non parlare della prima vera BLACK LIST della telefonia….praticamente lo SPAM l’ho inventato io a cavallo tra il 94 e il 96.

Poi, probabilmente qualcuno nell’alto dei cieli guardò giù e decise di premiare il mio grande impegno; passai ben 6 colloqui bruciando (non so come) i miei 30 avversari, ed entrai nel 1997 nella più grande Azienda al mondo del suo settore;

Non ci credevo: una vera multinazionale con 150.000 dipendenti alle spalle; bene…esperienza entusiasmante.

Ho venduto in TUTTE le regioni d’Itlia Italia e anche fuori, ma soprattutto ho fatto una cosa che mai nessuno prima mi aveva consigliato:

dal 1997 al 2006 ho partecipato a ben 19 corsi di vendita.

Si esatto, 19.

Per quanto allucinanti, primitivi, fossili, scontati, degli anni 70, repliche delle repliche fossero i corsi ai quali ho partecipato, una cosa l’esperienza della multinazionale me l’ha insegnata:

Senza formazione non hai risultati. Fine dei giochi.

Qui i se e i ma si sprecano, ormai a 40 anni ho capito questo: non devi accettare o no questa cosa, e’ già cosi, devi solo digerirla e basta.

Questi corsi di vendita mi hanno insegnato i rudimenti della vendita, di come comportarmi con i clienti e molto altro; il problema però è stato principalmente uno: dopo il quinto, gli altri 13 non mi hanno insegnato assolutamente nulla.

Si, qualche buon consiglio l’ho avuto ma….fine…stop. Per me la formazione era ormai esaurita; i corsi erano un pretesto per vedere gente nuova, fare un coffe breack, parlare di nuovi cellulari e della scheda carburante.

Entusiasmo 0. Tecniche 0. Suggerimenti 0.

La mia crescita formativa si era fermata.

Nel 2006 decido di smetterla di fare il nomade senza dimora in giro per l’italia ed entro nell’Azienda di famiglia.

Ho iniziato a studiare marketing per conto mio, ho fatto esperimenti nella mia Azienda con le tecniche che studiavo: alcune funzionavano, altre erano dei flop. Non ci sono storie, sono solo i test che ti danno una risposta. Quello che pensi tu conta 0. Vende? funziona. Non vende? non funziona.

Ti risparmio il resto, e arrivo al momento in cui arrivo al corso Venditore Vincente.

Premessa: io al corso sono andato come ospite, per parlare di Blog vendita insieme a Mark e Frank; quindi, io non ero assolutamente “in sintonia” con il percorso fatto dalle persone che erano sedute in sala.

Conoscevo già Frank (non di persona ma come professionista) e non sono andato con nessuna “pretesa” particolare; il mio approccio al corso è stato: ne ho fatti 19, vediamo pure questo.

Bene, a 39 anni, dopo 19 corsi alle spalle e molta esperienza “on the road” mi si è riaperto un mondo. Davo la formazione italiana per spacciata. Man mano che ascoltavo Frank e tutto il suo sistema di vendita professionale hanno inziato ad arrivarmi dei flashback di situazioni vissute dai clienti negli anni precedenti.

Mi sono riconosciuto in almeno 100 sedute cliente, e per ognuna, nei giorni successivi ho rimuginato su come avrei potuto uscirne meglio, con piu profitto, con piu margine, con piu appeal per vendite future.

E’ stata una VERA lezione di Business, non di vendita e basta.

Nei giorni successivi sono piombato in azienda e mi sono messo a rivoluzionare parecchi processi, a crearne di nuovi, ad inventarmi cose che non avrei mai pensato di fare; tanto che i miei familiari mi guardavano e bisbigliavano “chissà quel merenda la che cosa gli ha detto”…

Le migliorie si sono viste in poco tempo, e siccome nella mia famiglia nessuno è scemo, hanno anche capito che era il caso di farmi fare quello che ritenevo corretto.

Certo ho sbagliato, ho corretto, ho migliorato e ancora migliorerò.

Tutto questo per raccontarti la mia esperienza come venditore, come imprenditore, e come persona che pensando di non aver più nulla da apprendere dalla formazione si è seduta ad ascoltare quel tosta ciccioli di Frank Merenda e ha capito che la formazione non era finita, ma era appena iniziata.

Conclusione:

Se stai cercando la bacchetta magica per fare i soldi senza fare un cazzo al corso non la troverai;

Il corso Venditore Vincente fallo se vuoi veramente rivoluzionare la tua vita, la tua Azienda, il tuo Business e la tua capacità di relazionarti con gli altri; te lo dice uno che ha buttato 19 corsi di vendita nel cesso ma c’è voluto il ventesimo per capire che bisognava tirare lo sciacquone!

Io la sto rivoluzionando grazie a Frank e a tutti professionisti con i quali ho la fortuna di confrontarmi tutti giorni;

Sono sincero…non ho nessuna storia strappalacrime alle spalle da raccontarti e non mi ha tirato fuori dalla miseria; anzi, a dirla tutta non avrei nemmeno la necessità di studiare tutte queste ore e potrei stare pure io ammollo con le palle.

Ma è questione di ambizione: quando trovi persone cosi più avanti di te le prendi come faro, non ne puoi fare a meno. Diventa una droga, e più impari e più vedi risultati più ne vuoi ancora.

E’ una sensazione bellissima, e solo puntando a quelli molto più avanti di te puoi ritrovare lo stimolo.

Venditore Vincente non è un corso, è un modo per affrontare la vita. In meglio, fino a che ne hai voglia.

Non c’è un punto d’arrivo, non c’è un diploma, non c’è la targhetta.

Ci sono solo i risultati.

Ma io la mia MontBlanc ce l’ho ancora.

Alessandro VignoloAlessandro Vignolo è il classico caso di malato di mente che ricco da generazioni grazie all’azienda di famiglia, decide inspiegabilmente di perdere tempo lavorando sul web e creando progetti assolutamente inutili come il suo http://www.mailinglistitalia.it/ con il quale fornisce informazioni gratuite sul come creare una propria lista clienti grazie ad autorisponditori automatici. Non ascoltando il consiglio di tanti  veri esperti del web di darsi all’apicoltura, elemosina piccoli lavoretti irrilevanti nel gruppo di aziende Venditore Vincente, facendosi pagare in casse di Tavernello che compromettono ulteriormente il suo fegato già danneggiato.

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Per la serie: “A COSA SERVE IL BLOG ?”

Un mese fa circa, un cliente della concorrenza mi chiama e mi dice:

C: “Lo sai, che sto vendendo il bar?”
Io: “No, me lo dici adesso però!”
C. “Non ho mai acquistato da te, perché volevo vendere il locale e non avevo voglia di impazzire per il contratto che ho con il mio attuale fornitore!”
Io: “Capisco…e quindi?”
C: “Ti volevo presentare la persona che sta acquistando, sarà qui tra 5 minuti”
Io: “ok grazie aspetto allora!”

L’acquirente del bar si presenta, ed io uguale e dopo qualche convenevole mi chiede:

Lui: “Quanto costa il tuo caffè?”
Io: “Vorresti un preventivo?”
Lui: “si infatti, mi sarebbe utile, sai io non ci capisco ancora molto e vorrei rendere conto”
Io: ” Ok capisco, il tuo problema non è avere il preventivo ma capire, perciò ti do il link del mio blog, dove trovi subito alcuni articoli che ti saranno utili, inoltre i video dei cappuccini ecc. ecc. ecc., quando sarai pronto chiamami o contattami, ti darò tutte le informazioni che vuoi”
Lui: “Ok, ma non mi lasci nulla di scritto?”
Io: ” NO !”…..Vai sul blog, e se non ti torna qualcosa, sono qui a disposizione”
Lui:”va bene” (ma era un po scocciato)

Dopo circa una settimana, mi arriva la notifica che si era iscritto ed aveva scaricato i video, poi nulla!!

Oggi ricevo una telefonata:

Io:” Pronto?”
Lui:”Gabri, sono Fabio, quello bla bla bla….ti volevo dire che ho concluso con il bar, l’ho comprato, perciò voglio servirmi da te”
Io: “Ok…alla grande!!”

Il blog mi ha risparmiato un sacco di tempo, adesso è li e lo posso utilizzare ogni volta che ne avrò bisogno,

NON MI PORTO PIU’ NEMMENO I FOLDER DEI PRODOTTI….lascio il link e via!!!!

Gabriele RavagliaGabriele Ravaglia è un carbomane che recentemente ha fatto finta di passare alla PaleoDieta solo per inventarsi la balla che le sue carissime miscele di caffè, con le quali truffa quotidianamente baristi e ristoratori gonzi della Romagna, siano anche delle miracolose tisane dimagranti. Quando non è a cazzeggiare in spiaggia a Lido Pinarella facendo finta di lavorare, segue il suo blog http://www.caffetteriavincente.com/ pieno di articoli inutili e noiosi che non leggerà mai nessun esercente nel campo della ristorazione.

PS : Prima che ti venga in mente di farmi la malsana domanda del tipo “Frengh, ma a me non me lo fanno fare il blogghe, allora Venditore Vincente per me non va bene?”, visto che è stato citato un paio di volte lascia che ti risponda forte e chiaro:

Venditore Vincente non ha nulla a che vedere con l’avere un blog o meno. Il blog è uno dei TANTI strumenti di lavoro che ti vengono insegnati al corso per fare marketing e offrire contenuti. Se non puoi/vuoi ecc… averne uno, userai gli altri strumenti come fanno tutti i corsisti e avrai comunque successo assicurato.

Nel caso invece ti venga voglia di aprirti il tuo blog e cominciare a lavorarci, trovi tutte le informazioni su www.blogvendita.com

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14 comment

  1. ROSARIO
  2. Alessandro Rota
  3. Paolo
    • Frank Merenda