5 Trucchi per vendere di più grazie a un Blog che spacca

blogSe mi segui da un po’ di tempo sai bene quanto io mi sia sgolato sull’importanza di avere un blog, per essere un venditore di successo oggi!

In questo articolo voglio darti tutti gli strumenti necessari per ottenere un successo stellare con il tuo blog e diventare una rockstar che i clienti non vedranno l’ora di incontrare

Nell’era delle persone connesse a internet con gli smartphone anche mentre sono a cena, in bagno o nel letto, avere una propria presenza online è la chiave di volta per vendere di più.

Il blog è contemporaneamente il tuo palcoscenico e il tuo studio di incisione. E’ il luogo dal quale lanci i tuoi messaggi che devono andare a colpire e influenzare il tuo target di riferimento.

Oggi la ricerca mostra come il 68% della decisione di acquistare qualcosa (qualunque cosa) sia presa dai clienti prima di incontrare il venditore. Questo perché internet è un conduttore di informazioni.

I clienti cercano te e la tua azienda, cercano di capire se siete dei generalisti o abbiate soluzioni specifiche per loro, vedono se ci sono testimonianze e recensioni di clienti soddisfatti che parlano per voi, proprio per non dover ascoltare solo i tuoi slogan.

Mentre i tuoi concorrenti hanno l’orario di lavoro e stop per influenzare i clienti, spesso solo con visite e telefonate, tu puoi avere il tuo blog, il tuo “esercito personale” di articoli composto da soldati che combattono la battaglia per acquisire clienti al posto tuo.

Ventiquattro ore su ventiquattro, senza mai stancarsi, né demotivarsi, senza scioperare né pretendere ferie o aumenti di stipendio.

Vuoi sapere come creare un blog superfigo che ti renda una celebrità nel tuo settore, esattamente come una rockstar?

Scegli un’ audience specifica e suona per loro

Una delle prime cose che ho realizzato in effetti e che le regole che portano al successo un venditore, un’azienda qualunque e una band musicale (che è un’azienda a sua volta anche se i fan non se ne accorgono) sono le medesime.

Come prima cosa la regola base é che devi scegliere un’audience. Ho scritto in maniera esaustiva su questo argomento più volte (magari rileggiti questo articolo sul targeting se te lo sei perso).

Quindi devi sforzarti di definire chi sono le persone per le quali scriverai e con molta possibilità devi stringere il tuo focus.

Esattamente come una band non può annunciare un disco o un concerto dicendo “Veniteci a sentire, facciamo musica. Roba bella”, ma deve definire il genere che a sua volta definisce il target, così il tuo blog di assicurazioni non può parlare a tutti coloro che possono aver bisogno di assicurare qualcosa.

Il tuo blog di telefonia non può parlare a tutti coloro che possono aver bisogno di un contratto telefonico, il tuo blog di vendita non può parlare a tutti i venditori e così via.

Vedo ancora un sacco di gente che non coglie il punto. Vedo aprire blog senza un target definito, che offrono generiche informazioni sui propri prodotti o servizi (che si possono trovare online autonomamente con un minimo di ricerca).

Te lo dico chiaro: se il tuo blog è una sorta di catalogo “scritto” che presenta i tuoi prodotti/servizi o ricicla cose leggibili altrove, allora é decisamente meglio che eviti di aprirlo e continui a fare come hai sempre fatto, appuntamenti e telefonate a freddo.

Oppure devi imparare a comunicare in maniera appassionante per chi ti segue e per farlo devi seguire poche regole apparentemente semplici ma che ti daranno del filo da torcere se non ti applichi sin da subito.

Facciamo una prova rapida : se ti dico “Metallica” tu:

A: Cominci a scuotere la testa avanti e indietro, alzi al cielo una mano con il simbolo delle corna e attacchi a cantare il ritornello di “Enter Sandman”

B: Storci il naso dicendo che no, non è mai stato il tuo genere di musica. Roba troppo pesante ecc…ecc…

Come vedi il tutto è abbastanza polarizzante: o da una parte o dall’altra. I Metallica fanno parte di quell’ 1% che ha capito il segreto per vendere tanto avendo orde di fans che li reputano un punto di riferimento.

La stessa cosa vale per la vendita in generale e per il blog. E’ pieno la fuori di blog che non colgono il punto e cercano di attirare l’attenzione di un pubblico che non si capisce bene chi sia

Di solito per feedback ricevono solo la loro voce, un po’ come urlare nella valle dell’eco.

Prendi questo blog. Se chiedi in giro a persone che lo conoscono avrai due generi di risposte:

A: Figo! Eccezionale! Frank dice delle sacrosante verità e ho trovato molti spunti utilissimi sul suo blog che nessuno mi aveva mai detto.

B: Ah, il blog di quel coglione. Quell’arrogante di merda è tutto un bluff, quello che dice lo sa anche mio cuGGino e si trova come regalo nei sacchetti di patatine ecc…ecc…

Poi ovviamente ci sono la maggioranza di persone che non sono in target e non sanno nemmeno chi io sia o cosa sia questo blog.

In termini più semplici, qualunque cosa tu faccia deve essere rivolta a un target specifico e questo implica per forza i seguenti tre punti:

  1. La maggioranza delle persone continuerà ad ignorarti
  2. Un target specifico ti adorerà e ti seguirà
  3. Le persone allo spettro opposto ti odieranno, infameranno ecc…ecc…

Cioè, se vuoi avere realmente successo sia nella vendita che come blogger, devi mettere in conto che per costruirti un audience attirerai anche una piccola schiera di persone che ti detestano.

Qualcuno tra questi, comincerà anche a perseguitarti senza motivo magari via mail, messaggi privati ecc… ma non perché ce l’abbia con te. Semplicemente perché ha dei problemi mentali piuttosto gravi e usa te come bersaglio per scaricare rabbia e frustrazione accumulate nella propria vita.

Ti riporto la sintesi della “Legge del camion della spazzatura” di David J. Pollay che spiega bene questo fenomeno:

“Un sacco di persone sono come camion della spazzatura. Vanno in giro pieni di ‘rifiuti’: frustrazioni, rabbia, malcontento. Più questi ‘rifiuti’ si accumulano e più loro sentono l’urgenza di cercare un posto dove scaricarli. E se glielo permetti, te li scaricheranno addosso. Quindi amico, quando qualcuno cercherà di scaricare la sua rabbia e la sua frustrazione su di te, non prenderla sul personale. Sorridi, augura loro ogni bene e vai avanti. Credimi: sarai più felice.” 

Questo non significa affatto che devi diventare “zen” o cose del genere. Tutt’altro. Significa che se vuoi vendere tanto ed essere un blogger di successo, devi prepararti ad andare in guerra e farlo con l’animo giusto.

Devi sapere che se ciò che fai è efficace non riceverai solo consensi ma anche critiche, che sono l’inevitabile altro lato della medaglia di questo “gioco”. Se cerchi di essere buono e carino per tutti, semplicemente non concluderai nulla perché nessun target si riconoscerà profondamente in te.

Se hai compreso bene questi punti, possiamo andare avanti con le istruzioni pratiche su come impostare il tuo blog per vendere di più.

daniela ghidini

Diventa l’eroe dei più deboli, degli scontenti, dei non considerati e dei maltrattati

Metallica+++JasonOgni ribelle, ogni persona insoddisfatta e insofferente verso lo status-quo ha bisogno di una causa, e ogni causa ha bisogno di un leader.

Se ci pensi, ogni grandi leader che puoi ricordare, a prescindere che tu ne condivida i valori o meno, si è fatto portavoce della causa di persone rifiutate, emarginate, ostracizzate, maltrattate, escluse ecc…

Non è più difficile di così.

Pensa a Martin Luther King, a Hitler, al Mahatma Gandhi, a Che Guevara per la rivoluzione Cubana, a Jimi Hendrix per la musica negli anni ’60.

Ognuno di loro era un eroe per gli underdog, i perdenti. Sì, anche lo stesso Hitler ha raggiunto il potere per gli stessi motivi. Quello che ha fatto dopo non è in discussione ma è giunto al potere perché si è fatto portavoce della classe media tedesca che era distrutta e messa in ginocchio dalle leggi internazionali che venivano applicate alla Germania nel primo dopoguerra.

Tornando ai nostri Metallica di cui parlavamo prima, anche loro nei primi anni ’80 fecero la loro personale rivoluzione.

Mentre il mondo tramite MTV era invaso da musica orecchiabile e rassicurante, fatta da band come i Duran Duran, gli Spandau Ballet, i Visage con musicisti e cantanti che andavano in giro truccati in maniera androgina e vestiti con abiti in licra attillata, i Metallica andavano in giro con Jeans strappati e stivali.

A parte il look diametralmente opposto alle band di successo dell’epoca, i Metallica intercettarono e si fecero rappresentativi del malessere sociale dei giovani usciti dall’epoca “teen” che rifiutavano la cultura posticcia e pop promossa da MTV e non vedevano l’ora di manifestare la loro rabbia contro il sistema.

Nei Metallica questi giovani videro i leader disposti a rappresentarli e mettere le loro frustrazioni in musica, e loro li ripagarono con un seguito e un affetto enorme che li rese in pochi anni una band stellare con un pubblico incredibile in tutto il pianeta.

Prendi questo blog che stai leggendo ora. Segue lo stesso meccanismo ed evita di parlare a “tutti i venditori” per concentrarsi solo su una nicchia specifica che mi sento di rappresentare.

Ci sono venditori là fuori che per anni hanno cercato sinceramente di crescere, migliorarsi, capire e guadagnarsi da vivere onestamente grazie a questa professione. Per anni però sono stati:

  • ingiuriati : dalla famiglia e dagli amici perché “non si sono trovati un lavoro vero come loro cuGGino”
  • maltrattati : da imprenditori che li considerano un costo e dei decerebrati da sfruttare, e dai “capi area” che sono dei lacché e fanno schioccare la frusta come vuole il padrone
  • presi in giro : da “formatori” e “coach” senza scrupoli che gli hanno venduto merda per cioccolata. Approfittandosi della buona fede e della sincera voglia di crescere, hanno promosso tecniche dell’anteguerra e spacciato corsi motivazionali per corsi di vendita ecc…ecc…

Allo stesso modo il blog è divenuto il punto di riferimento per i bravi imprenditori che volevano opporsi al sistema “classico” di fare le cose e vogliono sul serio creare un’azienda che funziona, una rete vendita che produce risultati sani e in generale non ripetere gli errori sciocchi di chi li ha preceduti.

Mentre tutti gli altri “formatori” sono seriosi e incravattati, io sono sciolto e parlo con il linguaggio che ho appreso facendo il venditore in strada. Il linguaggio che tutti i venditori cazzuti usano quando si parlano tra di loro lontani da orecchie indiscrete.

Mentre gli altri parlano di improbabili “tecniche miracolose” per “superare le obiezioni” o di “farsi amico il cliente”, io parlo di posizionamento.

Mentre gli altri insistono sulla motivazione e il lavoro duro per farsi massacrare meglio al telefono e col porta a porta, io parlo di marketing a risposta diretta e di aprirsi un blog ecc…ecc…

Per tutte queste persone, questo blog è diventato il punto di riferimento dove ricevere informazioni innovative che possano aiutarli a migliorare i propri risultati o anche solo prendere decisioni importanti per la propria carriera.

Ma come ti ho detto, non è un blog che parla “a tutti i venditori”. Questo perché la stragrande maggioranza non crede nè è interessata alla formazione (di nessun tipo, né la mia né di altri). Quindi questo blog gli è indifferente.

Poi come contraltare ci sono tutta una serie di persone che non si riconoscono in quello che dico. Tutti coloro che vengono criticati o meglio sui quali si fa ironia in questo blog, ovviamente si riconoscono nei loro comportamenti sciocchi.

Quasi ogni giorno mi arriva una mail di ingiurie da un imprenditore, un venditore anziano o un capo area al quale un venditore fan del blog ha stampato un articolo che “parla di loro” e glielo ha lasciato sulla scrivania con un bigliettino: “leggi”.

Fa parte del gioco e ti ci devi abituare. Se non sei disposto a pagare lo scotto della fama, allora il tuo destino è di morire pavido e nell’ombra, elemosinando appuntamenti in giro con il porta a porta e le telefonate a freddo.

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Più vorrai “essere per tutti”, più non sarai considerato da nessuno

Come si applica questa cosa al tuo settore? In maniera molto semplice. In qualunque settore tu lavori, vi è per forza una nicchia di clienti che sono scontenti, maltrattati e che comprano “obtorto collo” (cioè perchè gli serve e non ne possono fare a meno) da qualcuno.

Pensa nel tuo settore quali sono

  • i disservizi più costanti che i tuoi concorrenti causano
  • i problemi che la concorrenza non risolve
  • le lamentele più ricorrenti da parte dei clienti
  • l’ assistenza che la concorrenza non fornisce
  • ecc…ecc…

In ogni settore c’è sempre un “lamento di sottofondo” del quale tu puoi farti portavoce. Quella è gente che ha una ferita lacero-contusa aperta e sanguinante e farebbe di tutto per avere un dottore.

E’ a loro che devi parlare, sono loro quelli da aiutare e sempre loro sono i clienti che non vedono l’ora di avere a che fare con te. Puoi farti portavoce degli ignorati, dei maltrattati e degli oppressi nel tuo settore, e avere un successo enorme, oppure puoi andare in giro a cercare di “portarti a letto le vergini”.

Puoi cercare di convertire la massa che non è assolutamente interessata al tuo prodotto o “strappare alla concorrenza” un cliente che si trova comunque mediamente bene come sta. Oppure puoi fare quello che ti dico io.

La scelta è tua ma ricorda che “Tertium non datur” (ogni tanto qualche citazione figosa me la concedo. Per gli ignoranti in latino come me, senza che usiate Google la traduzione è “Non è data una terza opzione”).

Trova il nemico più grosso e staccagli la testa per far capire che aria tira

perseoIl modo migliore per avere un seguito forte, è come ti ho detto sopra:

  • diventare l’eroe di qualcuno
  • schierarsi chiaramente contro “il male”

Se vuoi avere della gente che ti sostiene, devi dimostrare di non avere paura a metterci la faccia e combattere per loro.

Un altro vantaggio di questo atteggiamento, è che in realtà puoi ottenere più facilmente l’attenzione di quelli che ti odiano, rispetto a coloro che in futuro diventeranno i tuoi fan.

Se invece di stare nelle retrovie cominci a “combattere il nemico”, il nemico comincerà a parlare di te, a far conoscere il tuo nome e a diffonderlo. Non è importante quello che dirà di te. Perché quando le persone del tuo target leggeranno quello che hai da dire e ci si riconosceranno, vorranno seguirti anche se qualcuno in giro dice che sei un zozzo e un delinquente.

La strategia migliore quindi è quella di marciare a passo spedito verso l’accampamento nemico, trovare Golia, tirargli con la fionda un sasso in faccia, poi staccargli la testa e mostrarla a tutti per far capire subito che aria tira.

Diventerai famoso nell’arco di una notte, e tutti dal pastore al re sapranno chi sei e cosa fai, e quelli che si riconosceranno in te si uniranno alla causa per portare avanti la battaglia che tu hai iniziato.

Quando ho cominciato a scrivere questo blog non sapevo nulla di questi concetti e ovviamente il blog faceva pena e non lo seguiva praticamente nessuno.

Poi negli anni mi sono messo a studiare per capire come dovesse essere gestito un blog efficace e sono incappato in questi concetti che all’inizio (magari proprio come te in questo momento) non potevo accettare pienamente, anzi mi facevano anche un po’ “paura”.

Quando riflettevo sul cosa fare e su quale direzione avrei dovuto far prendere al mio blog, la mia coscienza mi parlava.

La mia coscienza prendeva la forma del pupazzetto del maestro Yoda di Guerre Stellari (la saga originale, non quella zozzeria moderna) che la sera sul far del crepuscolo si animava e mi parlava dalla sua posizione accoccolata sul comodino. I riferimenti culturali dell’infanzia possono fare anche questi danni, sì.

yodaRabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro del Blog! Veloci ti raggiungono quando scrivi!

Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino! Consumerà te, come consumò l’apprendista di Obi Wan!

Un Jedi usa il Blog per saggezza e difesa, mai per attaccare!

Il problema è che i consigli del Maestro Yoda vanno bene se vuoi diventare un guerriero in accappatoio che usa una Trekking Light come arma e non può correre dietro alle ragazzine sennò il Consiglio dei Jedi gli fa un culo come una capanna.

Purtroppo la saggezza del ranocchio antropomorfo è esattamente il contrario di ciò che devi fare se vuoi avere un blog di successo che ti faccia aumentare le vendite in maniera importante.

Quindi a malincuore ho riposto dentro una scatola in soffitta il vecchio pupazzetto amico di mille avventure immaginarie e ho cominciato a fare sul serio.

Ma se parlo della Concorrenza non corro il rischio di risultare poco elegante e maleducato?

Da quando insegno a creare un blog, scrivere o anche quando ci si imbatte con questi concetti magari per la prima volta proprio al corso Venditore Vincente, spesso mi vengono rivolte domande come questa o molto simili.

“Sai, io vorrei solo fare il mio lavoro. Non mi sembra corretto far riferimento ai miei concorrenti (che giustamente potrebbero prendersela a male).

Credi sia possibile utilizzare una strategia meno aggressiva?

Sai perché secondo me se uno pensa solo a fare bene il suo poi i risultati vengono…!”

Ora vorrei cogliere l’occasione per ribadire una volta per tutte che:

NO! NON è possibile comunicare in questo modo (se vuoi ottenere dei risultati). Per risultare comprensibile e incisiva la tua comunicazione deve obbligatoriamente essere orientata alla concorrenza.

Cosa vuol dire? Vuol dire che devi comunicare in maniera relativa.

Il cervello non percepisce mai i concetti in maniera assoluta, ma solo quando riesce a paragonarli a qualcos’altro o a qualcun altro. Non esiste “bello”, “buono”, “di qualità”, “costoso” ecc… ma solo “Più bello di – meno bello di” ecc…ecc…

Essenzialmente devi mettere il tuo potenziale cliente davanti a 3 tipi di scenario:

1- Cosa succede se fai questa cosa con me.
2- Cosa succede se fai questa cosa con la concorrenza.
3- Cosa accade se non fai questa cosa e rimani col tuo problema.

Sei sicuro che la differenza tra queste tre possibilità sia ben chiara e comprensibile?

Ora fermati, e fai seriamente questo esercizio pratico con me. E’ tratto direttamente dalla mia scrivania e dai miei materiali più importanti.

Prendi un prodotto o un servizio che proponi e scrivi su un foglio come se stessi argomentando realmente con un cliente. Descrivi il tuo dialogo come se dovessi spiegare al tuo cliente esattamente queste tre situazioni:

1- Cosa succede se fai questa cosa con me -comprando il mio prodotto/servizio.
2- Cosa succede se fai questa cosa con la concorrenza- comprando il loro prodotto/servizio.
3- Cosa accade se non fai questa cosa e rimani col tuo problema.

Se non riesci a farlo, vuol dire che le tue vendite fanno schifo. Fine.

Quindi devi lavorare di più per capire come il tuo prodotto si differenzia rispetto alla concorrenza e offre una soluzione più adatta a un target specifico di persone. Puoi aiutarti consultando i siti internet della concorrenza e vedere cosa e come comunicano.

Ora non serve certamente la perfezione, ma almeno che tu esca con una traccia chiara di ciò che devi dire quando sei dal cliente “caldo” che è pronto a valutare seriamente la tua offerta.

Ok, ora la tua comunicazione è finalmente sul giusto binario, lanciata a tutta velocità sulla via del successo.

La fine terribile del Pugile gentile (e come tu puoi evitarla)

boxeurCon tutta probabilità purtroppo nella tua carriera di venditore, sarai rimasto esposto ai “consigli” o alle “tecniche di vendita” di capi area o formatori, utili a vendere come il Sottopalla Sudato™ a rimorchiare le ragazze.

Una delle cazzate più perniciose di questo settore è che

“Non bisogna mai parlare della concorrenza”

Il Sottopalla Sudato™ che oggi ti dà questi bei consigli, non sa che l’unica cosa di cui è necessario parlare a un cliente, sia dal vivo che quando si scrive un blog è appunto la concorrenza.

Per il Sottopalla Sudato™ che non ci arriva: Non sto dicendo che devi infamare con bugie i competitor.

Non devi cioè fare pettegolezzo sulle abitudini e i gusti sessuali del venditore della concorrenza o dire che quelli dell’altra azienda sono dei bastardi che ti consegnano tardi la merce appositamente e la notte si appostano sotto casa per tagliarti le gomme e rigarti la portiera dell’auto.

Nè che comprare dagli altri significa finanziare la massoneria e la loggia segreta dei Grigi della quinta dimensione.

Niente di tutto questo.

Parlare della concorrenza significa spiegare chiaramente al cliente perché per la sua situazione specifica, tu abbia la soluzione più adatta dato che hai il prodotto X che fa Y, mentre il prodotto W della concorrenza fa Z.

Magari Z lo fa anche molto bene, ma non è quello che serve all’esigenza specifica di quel cliente.

Tranquillo che se non lo farai tu, quel processo mentale lo farà comunque il cliente in automatico. Cerca di non prenderti per il culo da solo per cortesia.

I clienti hanno sempre in mente le alternative che gli dà la concorrenza e fanno in automatico paragoni. Solo che se glieli lasci fare da solo senza mai essere esplicito e limitandoti a parlare del tuo prodotto, il rischio che corri è che il cliente non riesca a “unire tutti i puntini”.

Quando un cliente non riesce a unire tutti i puntini le cose che possono capitare sono solo 3 :

  1. Il cliente rimane in stato confusionale e non compra
  2. Il cliente è confuso e per sbagliare il meno possibile compra dal meno caro
  3. Il cliente è confuso e per non sbagliare compra dal leader di mercato

In ognuno di questi tre casi, le possibilità che non compri da te sono come puoi ben immaginare altissime.

Quello che ti propone chi scioccamente ti dice di “non parlare o scrivere della concorrenza”, è essenzialmente di fare la fine del “Pugile Gentile”.

Il Pugile Gentile è colui che prima dell’incontro con Tyson chiede al suo allenatore:

“Senta Maestro io ci tengo davvero molto a vincere questo incontro. Però lei mi conosce NON sono un tipo violento. Non vorrei fargli troppo male. A me basterebbe stancarlo un po e accompagnarlo gentilmente fuori dal ring…”

L’allenatore (non proprio un buddista) rispose in questo modo:

Lascia che ti ponga una domanda figliolo: “Come cazzo ti è venuto in mente di fare il pugile?”

Proprio NON riesci a capire che quel cane rabbioso dall’altra parte del ring, se salirai con questo atteggiamento da checca NON si limiterà a staccarti un orecchio – come usa fare coi negri che rispetta – ma berrà direttamente il tuo cervello dopo averti ficcato una cannuccia in quella testa di…?

Per finire gli diede un pugno sul naso facendolo sanguinare.

“Ora ti senti ancora tanto gentile?”

Poi gli diede la vera risposta:

Prendi 100 video dei suoi incontri precedenti. Studia a memoria i suoi punti deboli. Trasformali nei tuoi punti di forza. Capisci dove è scoperto e fagli un culo come una capanna.

Spero che l’analogia tra pugile e venditore/imprenditore sia abbastanza chiara.

Specialmente in un mercato in contrazione NON c’è spazio per tutti. E’ una questione di sopravvivenza. O noi o loro. O tu o lui.

Non puoi vincere la guerra col fioretto. Non puoi uscire dal fango senza “sporcarti le mani.”

Per chi sta per chiedermelo: non è necessario fare per forza nomi e cognomi delle aziende concorrenti.

In molti casi è sufficiente fare riferimenti chiari a un certo modo di lavorare, un certo tipo di prodotti o servizi o semplicemente a certe priorità o valori che altri reputano prioritari mentre noi agiamo diversamente.

O più semplicemente come i prodotti/servizi della concorrenza siano eccellenti per risolvere alcuni problemi, che però non sono quelli del cliente in questione. Cliente in questione che verrà soddisfatto meglio dalla nostra soluzione che è maggiormente adatta al suo problema specifico.

Lo ridico perché non voglio che salti fuori: “Ma Frengh ha detto che bisogna parlare male della concorrenza quindi io adesso vado a dire al cliente che alla Cantacessi & Figli sono stronzi e quindi venderò di più”.

Per favore… cerca di applicare quello che scrivo solo se capisci bene i concetti, altrimenti finisci per farti male da solo.

Ci sono alcuni casi invece dove l’operato della concorrenza è così al limite della truffa o della bufala, che avvisarne con sincerità e fermezza il potenziale cliente è l’unica cosa da fare con coraggio.

Parlando di blog, ti posto un esempio di articolo scritto da un mio amico che opera nell’internet marketing contro un’azienda che offriva un prodotto non proprio “limpido” Lo puoi trovare cliccando QUI.

E se i miei clienti so’ vecchi e nun stanno su indernétte?

Una delle domande che mi vengono poste spesso quando spiego l’importanza di avere un blog è proprio questa qui sopra.

Permettimi di risponderti in due parole. E’ vero che molte persone anziane non accedono a internet per carità. Sia tra i privati che tra gli imprenditori di una certa età. Ci mancherebbe.

Il punto è che le persone anziane, tranne il pane e il latte non acquistano nulla in autonomia. Un privato chiede sempre consiglio e supporto a una figura di riferimento. Che solitamente è il figlio o un familiare che per reperire le informazioni necessarie, su internet ci va.

Vendere agli anziani in realtà è molto simile al vendere prodotti per bambini. Il target non sono i bambini, bensì i genitori. Così con le persone anziane il vero target spesso non sono loro ma le persone che li consigliano.

Stessa cosa vale per gli imprenditori. E’ verissimo che magari il vecchio Cantacessi che ormai ha 70 anni ma non molla il colpo su internet non ci va. Certo.

Però magari (anzi sicuramente) ci vanno i suoi “influencer”, cioè chi lo consiglia o assiste nelle decisioni. Consigli che arrivano dal figlio o dalla figlia, piuttosto che dal responsabile acquisti ecc…

Tutta gente al quale il vecchio Cantacessi dice con tono perentorio:

“Dobbiamo sostituire in azienda il barsogi che amplifica l’occhiello di penitenza. Trovami un po’ chi vende sta roba che ci facciamo fare due prezzi!”

Pare ovvio che se il tuo blog è proprio www.barsogiperocchiellidipenitenza.com nel quale dai tante informazioni gratuite e ti poni come un esperto del settore, la strada per il contratto sia decisamente più spianata che per i tuoi competitor.

Se invece il blog è della concorrenza ( e se non muovi il culo presto lo sarà), allora diciamo elegantemente che sei nella cacca fino al collo :)

C’è anche da dire che le persone non connesse a internet vanno via via sparendo, e presto non esisteranno più. Sei giusto in tempo in ogni caso per metterti avanti con i compiti.

Ancora una cosa è importante da sottolinearsi: se hai un blog, puoi anzi devi stampare uno o più articoli , magari dandogli una forma tipo lettera di presentazione e mandarli fisicamente al cliente che può essere interessato alla tua proposta.

Esiste questa tecnologia prodigiosa che si chiama “posta” che anche le persone anziane sanno comprendere e utilizzare.

Perché è fondamentale che tu abbia un blog per vendere di più?

Voglio lasciarti un ulteriore regalo. Un nuovo video di circa mezz’ora nel quale affronto questa tematica e alla fine del quale potrai trovare informazioni su come partire da subito per costruire il tuo blog, evitando tutti gli errori che ho fatto io all’inizio.

Clicca sul lettore e buona visione:

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PS: se vuoi ricevere maggiori informazioni per la prossima data di Venditore Vincente e non perdere la possibilità di essere dentro in questa edizione, lascia i tuoi dati in questa pagina.

Rock ‘n Roll!

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